Dieta metabolica

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La dieta metabolica è stata ideata da Mauro di Pasquale, dottore canadese, ma dalle origini italiane.

Questo regime alimentare mette molta euforia sui buoni risultati raggiunti e testimoniati da numerosi studi scientifici. Tuttavia, come Dieta metabolicamolte altre diete che stanno nascendo negli ultimi anni, anche questa promette grandi risultati in poco tempo.

Ancora una volta viene naturale chiedersi: le conseguenze, quali sono? Lo scopriremo a breve! Prima cerchiamo di capire come funziona questa dieta metabolica.

L’uomo assimila giornalmente sia i carboidrati che i grassi. Ad oggi però, tendiamo ad utilizzare molto di più i carboidrati, utilizzandolo come carburante per il corpo.

Se iniziassimo a rifornirci principalmente di grassi, il nostro organismo brucerebbe i lipidi e utilizzerebbe loro come carburante. Conclusione: si perde grasso e si dimagrisce.

Secondo la dieta metabolica comunque, i carboidrati devono continuare a far parte del nostro regime alimentare, anche se in misura notevolmente minore.

Come seguire una dieta metabolica?

Partiamo con un periodo così detto di “prova”. Questa prova durerà solo due settimane. In questo periodo verrà ridotto in maniera abbastanza drastica l’apporto glucidico.

Avremo subito i primi effetti collaterali: cefalee, stanchezza e nausea prima di tutto. Le quattro settimane sono ulteriormente divise così:

  • Fase di scarico: 12 giorni. Pochi carboidrati (circa 30 grammi al giorno), 60% di grassi e 50% di proteine.
  • Fase di carico: 2 giorni: 35%-55% di carboidrati, il 25-40% di grassi e il 15-30% di proteine.

Secondo il Dott. Di Pasquale, in questo modo andiamo ad abituare il corpo a bruciare i grassi invece dei cabroidrati. Durante la fase di scarico comunque, si potrebbe avvertire una grande stanchezza.

La soluzione è il graduale aumento dell’apporto glucidico, fino a quando gli effetti indesiderati non saranno scomparsi.

Ci sono in realtà ancora alcuni giorni di prova, diciamo di stabilizzazione. In questo periodo l’individuo cercherà di capire se ha trovato la quantità perfetta di carboidrati da assumere.

Si entra adesso nella seconda fase, durante la quale si inizia a bruciare davvero i grassi. Per riuscire a mantenere in atto il processo, dobbiamo seguire le precenti indicazione, alternando la fase di scarico a quella di carico, rispettivamente per 5 e 2 giorni.

Effetti collaterali della dieta metabolica

Partiamo dal fatto che, come abbiamo già potuto dedurre, la dieta metabolica è assolutamente estrema.
Da una parte abbiamo una diminuzione eccessiva dei carboidrati.

Ma è proprio qua che si trova il glucosio, indispensabile per la nostra sopravvivenza. Il sistema nervoso centrale utilizza solo e soltanto il glucosio per il suo metabolismo energetico.

Con un drastico calo di carboidrati, il corpo utilizza i chetonici per riuscire a sopravvivere. Anche in questo caso gli effetti indesiderati sono: stanchezza cronica, nausea, vomito e, nei casi più gravi, coma.

Secondo la dieta metabolica, vanno integrati in quantità superiore i grassi. Tra i quali: carni e formaggi, ma anche maionese, burro, salsicce, pancetta affumicata e uova.
La dieta metabolica richiede l’assunzione di un numero spropositato di grassi. Insomma, Di Pasquale va contro corrente e mentre tutti sconsigliano di eccedere in questi alimenti, non solo per un discorso di linea, ma ben più importante, per la salute, il dottore di origini italiane ne consiglia l’utilizzo eccessivo.

La dieta metabolica consiglia anche di non mangiare troppa frutta e verdura, perché contengono i carboidrati. Una scelta non proprio appropriata per una dieta che prevede un grande utilizzo di grassi.

La dieta metabolica inoltre, non tiene di conto delle caratteristiche personali di una persona. In poche parole consiglia di assumere 30 grammi di carboidrati al giorno, indifferentemente dall’età, l’altezza e il peso corporeo.

Questo regime alimentare non si può certo definire un modello di equilibrio e, seguire questa dieta, è completamente sconsigliato! Prima di prendere una decisione rivolgersi al proprio medico.

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