Dieta a Zona

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Il biochimico Barry Sears coniò la dieta a zona nel 1995. Il termine “zona” sta ad indicare un preciso stato metabolico, il Dieta a Zonaquale funziona in maniera sorprendentemente efficace sul corpo e la psiche una volta raggiunto.

La domanda che sorge spontanea è: come si fa a raggiungere questo stato metabolico? Attraverso il cibo che mangiamo, ma soprattutto con quale frequenza lo assumiamo.

Ogni cibo deve essere consumato in base ad un dosaggio preciso. Vengono calcolate le proteine essenziali alla massa del soggetto in esame ed i carboidrati. Tenendo sotto controllo la loro assunzione è possibile diminuire l’apporto di insulina che li trasformerebbe in adipe in eccesso.

Lo scopo della dieta a zona sarebbe quello di raggiungere più lucidità mentale e una maggiore concentrazione nella vita quotidiana.

Inoltre, porta una serie di benefici fisici come la tonicità muscolare, una maggior resistenza del sistema immunitario, la perdita di peso e una circolazione sanguigna e linfatica fluida.

Nonostante questo sono molte le critiche rivolte alla dieta a zona ed il suo inventore, Barry Sears. soprattutto perché le sue tesi non si avvalorano di alcun test scientifico.

La maggior parte dei nutrizionisti tende a sottolineare come questo genere di regime alimentare possa portare addirittura ad un aumento di grassi saturi, molto pericolosi per il nostro organismo.

Barry Sears ha individuato due sistemi diversi per rintracciare i quantitativi ideali di proteine e carboidrati da assumere, in base alle esigenze di ogni individuo.

Abbiamo il sistema del palmo della mano, ancora poco chiaro da un punto di vista scientifico. In poche parole si tratta di mangiare tante proteine quando è esteso e spesso il nostro palmo della mano.

La nostra razione di carne o di pesce quindi, dovrebbe corrispondere approssimativamente al palmo, escluse ovviamente le dita. Per sapere invece a quanto corrisponde il volume ideale della frutta, dobbiamo prendere la grandezza del nostro pugno e raddoppiarla per due.

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Se non vogliamo rinunciare ai carboidrati, al posto della frutta dobbiamo mangiare pasta o pane, per il volume del pugno (non raddoppiato).

Abbiamo poi il sistema dei blocchetti. Ogni blocchetto indica una delle tra grandi famiglie di macronutrienti. Grassi (3 grammi ogni blocco), proteine (7 grammi ogni blocco) e carboidrati (9 grammi per ogni blocco). La quantità dovrà essere assunta in base ad alcuni criteri.

Si dovrà infatti conoscere la nostra massa magra una volta che abbiamo sottratto la percentuale di grasso al peso corporeo. Sarà poi necessario moltiplicarla al valore che, all’interno delle tabelle costruite per la dieta a zona, rappresenta il nostro stile di vita (sedentario, soggetti allenati, soggetti che si allenano a livello agonistico ecc…).

In base a questi calcoli si potrà arrivare a quante proteine mangiare e, visto che il rapporto è 1:1:1 si dovrà fare altrettanto con gli altri due blocchetti. Il calcolo finale corrisponde a quante proteine, grassi e carboidrati dobbiamo assimilare durante la giornata.

Esistono molti libri che spiegano nello specifico i valori adatti ad ogni persona. Consultando le tabelle si potrà iniziare da soli una dieta a zona. È bene comunque ricordare che questo metodo per dimagrire non è stato accettato dalla scienza e che la maggior parte dei nutrizionisti lo sconsigliano vivamente!

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